Πέμπτη, 19 Απριλίου 2018

Ο καιρός του "ούτε με τον επιτιθέμενο ούτε με αυτόν που δέχεται επίθεση" πρέπει να τελειώσει...

Στη Συρία είναι αναγκαιότητα μια άλλη αντίληψη για τον κόσμο
Ο καιρός του "ούτε με τον επιτιθέμενο ούτε με αυτόν που δέχεται επίθεση" πρέπει να τελειώσει κι η Συρία μπορεί να είναι το πρώτο πεδίο συζήτησης για αυτή την...
άλλη αντίληψη για τον κόσμο...





** Και... ψιτ γατάκια... εκεί στους "δικαιωματικούς" του "και με τον χωροφύλαξ και με τον αστυφύλαξ", της ΛαΕ του Λαφαζάνη... βάλτε τον ιδεολογικό ινστρούχτορα Πριμηκήρη να το μεταφράσει... άλλωσε γιατρός που σπούδασε Ιταλία λέει ότι είναι και γνωρίζει την ιταλική...
Και με τους "αριστερούς" του City Plaza και με τον Κωνσταντίνου, και με τα ανοικτά σύνορα και με τα δικαιώματα των παιδιών εποίκων στην Κύπρο και με τη διπλή ονομασία των Σκοπιανών και με τους "αντιεθνικιστές" του Σόρος και με τους "αντιρατσιστές" των ανοιχτών συνόρων και με τους Κούρδους λακέδες των ιμπεριαλιστών...

Sulla Siria è necessaria una nuova visione del mondo
L’attacco di parte di alcuni membri della NATO alla Siria rappresenta una gravissima violazione del diritto internazionale da parte di quei paesi che si auto eleggono paladini della democrazia e del diritto. Non solo questo atteggiamento da parte di USA, Francia e Regno Unito comporta crimini internazionali, quali appunto il bombardamento della Siria, ma porta anche alla totale inutilità degli organismi internazionali creati dopo la Seconda guerra mondiale. Trump, Macron e May hanno preso una decisione bypassando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Viene quindi da chiedersi a cosa serve l’ONU se le potenze nucleari occidentali possono ignorarlo quando più gli fa comodo. Non è forse l’ONU lo strumento che deve far prevalere il dialogo rispetto alle armi? Non sono né la Casa Bianca, né l’Eliseo né Downing Street a poter decidere chi governa la Siria. Il colonialismo è finito, con buona pace di quegli europei che ancora oggi lo sognano. La Siria ha un suo governo, un suo presidente e delle sue istituzioni. Ed è rappresentata all’ONU. È quindi un paese riconosciuto dal mondo intero e Assad, piaccia o meno, è il suo legittimo presidente. Può forse stonare con la propaganda di regime che vediamo ogni giorno, sui telegiornali, ma se ci sta un esercito che in questi anni ha combattuto l’ISIS a 360 gradi, questo è quello siriano fedele al Presidente. È quantomeno curioso che alcune capitali europee abbiano come preoccupazione principale quella di rovesciare il governo di Assad, obiettivo condiviso pure dall’ISIS e da alcune monarchie del Golfo.
Se vogliamo un mondo diverso dove stabilità, benessere e pace possano essere valori diffusi, serve individuare una via maestra da seguire e questa via maestra non può essere quella dell’equidistanza tra chi aggredisce e chi viene aggredito, tra chi viola il diritto internazionale e chi invece cerca di garantirlo realmente nelle sedi opportune, tra chi combatte il terrorismo e chi lo finanzia sperando di destabilizzare determinate aree geografiche. Il tempo del “né con l’aggressore né con l’aggredito” deve finire quanto prima e la Siria può essere un primo terreno di confronto per questa nuova visione del mondo. Interi popoli stanno perseguendo questa strada. Che pure il nostro possa presto unirsi a loro!
Partito Comunista Italiano
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