Παρασκευή, 12 Δεκεμβρίου 2008

L'onda anomala greca - di Angelo Saracini

"Come e' abitudine nella scena politica greca nessuno si dimette e se si dimette come nel caso del Ministro dell'Interno Plavopoulos, dopo l'uccisione del piccolo Alexis, queste dimissioni vengono immediatamente rifiutate dal Primo ministro, con buona pace di tutto il Governo"

di Angelo Saracini

Atene - Dopo quattro giorni di scontri, il centro di Atene sembra essere stato bombardato. Ma gli ateniesi piu' anziani testimoniano che neanche durante l'ultima guerra e l'occupazione tedesca avevano visto una catastrofe cosi' grande. La protesta giovanile si e' sparsa a macchia d'olio in tutta la Grecia, dalle citta' piu' grandi come Salonicco, Patrasso, Ioannina, fino all'isola di Creta e perfino nelle isole minori.
Questa e' la novita' politica e sociale sulla scena greca. Queste manifestazioni spontanee non derivano da nessun partito e da nessuna organizzazione sindacale, ma sono uno sfogo naturale giovanile che non avendo piu' certezza del futuro, e con uno Stato sommerso da una lava di scandali non sembra riuscire a controllare piu' niente.
La maggior parte delle televisioni, sia private che statali, come e' usanza in Grecia, hanno trasmesso in diretta giorno e notte uno spettacolo sconcertante di tutto quello che succedeva in qualsiasi angolo della citta' di Atene e da altre citta' greche in rivolta.
Chiunque era testimone oculare dei vandalismi, delle distruzioni, ma anche dell'incapacita' di uno Stato di controllare minimamente la situazione, e con una Polizia completamente impreparata e disorganizzata.
L'uccisione, infatti, da parte di un poliziotto, di Alexis, un ragazzino di 15 anni, a spasso con compagni di scuola nel centro di Atene, che festeggiavano l'onomastico del loro compagno Nicola, e' stata la goccia che ha fatto traboccare la reazione giovanile.
Il Primo Ministro Karamanlis completamente assente durante questi giorni, quando gia' nell'aria si respiravano elezioni anticipate o addirittura l'indizione di un Governo di unita' nazionale, con la dichiarazione dello stato di emergenza, e ' stato costretto ieri sera a presentarsi alla televisione con un messaggio alla Nazione.
In questo messaggio, sembrava un marziano sceso in Grecia, e invece di dare fiducia alla popolazione e soprattutto ai giovani dimostranti, la maggior parte adolescenti, ha scaricato la responsabilita' agli altri partiti di opposizione e ai sindacati. E come e' abitudine nella scena politica greca nessuno si dimette e se si dimette come nel caso del Ministro dell'Interno Plavopoulos, dopo l'uccisione del piccolo Alexis, queste dimissioni vengono immediatamente rifiutate dal Primo ministro, con buona pace di tutto il Governo.
Ieri, 10 novembre, e' stata una giornata di sciopero generale: tutta la nazione e' di nuovo paralizzata.
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1 σχόλιο:

Ανώνυμος είπε...

Τα παληκάρια κατεβήκαν με την σημαία τους

Οι αντιεθνικιστές, αντιρατσιστές, αντιφά και όλα τα αντί
αυτούς τους έχουν δει;
συντρόφια τους είναι; η απλά ομάδες υποστήριξης του χάους που ονειρεύονται;



* το βίντεο είναι κομμένο (25")

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